ALTrA visitAzione

ALTrA visitAzione è un progetto in quattro tempi che coinvolge circa 80 bambini di alcune scuole primarie di Schio.
I bambini sono prima spettatori, narratori, poi esploratori e ricercatori e infine guide pronte a far scoprire la Fabbrica Alta al resto della cittadinanza, che sarà spinta ad interrogarsi su di essa, sul suo futuro.
Le scuole coinvolte sono: Scuola primaria G. Marconi, Scuola primaria G.P. Cipani (Poleo) e Scuola paritaria Maddalena di Canossa. Il progetto ha la caratteristica di essere sempre agito “in pubblico”. I racconti, coinvolgendo classi scolastiche, prevedono la partecipazione di adulti insegnanti e in maniera indiretta coinvolgono anche le famiglie. Il progetto è a cura di Rosanna Sfragara in collaborazione con Cristina Palumbo e Alessandro Martinello; progetto Bottega d’Arte Tam Teatromusica.

TEMPO PRIMO
Il Racconto PAROLE E SASSI per le scuole di Schio
Periodo: maggio
Luogo: Scuole e Fabbrica Alta

Produzione Collettivo Progetto Antigone
PAROLE E SASSI

la storia di Antigone in un Racconto-Laboratorio per le nuove generazioni
con Rosanna Sfragara
direzione artistica Letizia Quintavalla

La Tragedia Greca raccontata ai Bambini.

Dal 2012 diciannove attrici, ognuna nella propria regione e solo con un piccolo patrimonio di sassi, raccontano l’Antigone di Sofocle ai Bambini di 8, 9 e 10 anni, Egregi Uditori riuniti in quelle piccole polis che sono le classi delle scuole d’Italia e che, a loro volta, racconteranno poi ad altri. Un progetto femminile di teatro e d’impegno civile, in cui Adulti e Bambini fanno esperienza insieme di quella democrazia greca che ci scorre nelle vene per allenarsi, attraverso le parole di Sofocle vecchie di 2500 anni, a pensare ed immaginare il futuro.

Con PAROLE E SASSI i ragazzi fanno esperienza di un Patto: il ri-racconto delle storie importanti che vanno tramandate “per il sapere dei nuovi”; fanno esperienza di come le storie del passato pongano domande sul presente e aiutino a immaginare e scegliere il futuro; conoscono la storia di Antigone, tragedia che Simon Weil aveva riscritto per gli operai, alla luce della sua esperienza di lavoro in fabbrica, nel tentativo, attraverso i capolavori della grande cultura e la poesia, di “rimuovere con l’ignoranza uno dei grandi ostacoli alla realizzazione di una organizzazione più umana della fabbrica” (G. Gaeta); la ascoltano negli spazi di quella fabbrica che Alessandro Rossi ha pensato all’interno della sua straordinaria visione di polis in cui mondo del lavoro, società e cultura si legano indissolubilmente, e in cui loro entrano per la prima volta. L’équipe del progetto è invitata, suddivisa in piccoli gruppi, ad assistere al Racconto insieme ai Bambini. I racconti saranno anche l’occasione per scegliere la classe con cui continuare il percorso.

TEMPO SECONDO
LABORATORIO PER F.A. – esplorazioni, ricerche, incontri, immaginazioni –
luogo: in Fabbrica Alta, a scuola, in luoghi significativi della città
periodo: maggio/giugno e settembre/ottobre 2017

I bambini rinnovano il Patto di ri-racconto assumendosi l’impegno di conoscere per poi ri-raccontare un’altra storia importante, vera e ancora più vicina, la storia di Fabbrica Alta.

Guidati dagli artisti, si muovono sulle tracce del filosofo James Hillman secondo cui “I luoghi hanno un’anima. Il nostro compito è di scoprirla. Esattamente come accade per la persona umana. E’ possibile che non venga rivelata subito. La scoperta dell’anima e il diventare familiare richiedono molto tempo e ripetuti incontri”. Incontrano FA, il suo presente, la sua storia.
Danno vita, in classe, in fabbrica, in strada a esplorazioni fisiche e creative, ricerche, studio dei documenti e incontri con cittadini e testimoni, in un processo di scoperta, empatia e relazione con FA.
Il loro fare è già un fare memoria: raccogliere, dire, creare parole, oggetti, segni visivi e sonori, per cercare, con fantasia, le forme con cui il passato trova posto nel presente e invita ad interrogarsi sui futuri possibili.

TEMPO TERZO
ALTRA VISITAZIONE – viaggio tra gli occhi
visita speciale di Fabbrica Alta per adulti guidati dai bambini
luogo: Fabbrica Alta
periodo: 18 e 19 novembre 2017

Guide: Federica Assumaa, Bianca Berto, Matteo Cosaro, Maria Dalle Nogare, Alessia Feracin, Mattia Filippi Farmar, Faissal Sare, Ettore Sartori.

E’ vicina. Altissima.
In questi anni non è stata troppo guardata. E pulita.
Un luogo spettrale. Familiare.
Ci si sente come a casa.
Da quanto è alta sembrava volasse. Arriva fino alla luna.
Là c’è un posto buio. Avete una luce? Per guardare
Dobbiamo chiudere gli occhi e sentire cosa stanno facendo, cosa urlano

I bambini e Fabbrica Alta.
Sono stati con lei per un po’. L’hanno attraversata.
Con i passi, gli sguardi, con la voce. Risate. Le domande, i segni, ipotesi, ricerche.
A occhi chiusi, aperti. A modo loro.
In dialogo con le parole dei grandi, dei sapienti e dei poeti. E delle finestre, delle prese, dei mattoni rossi, di una scopa e di quel granello di polvere.
Hanno toccato, ascoltato. Hanno raccolto.
Sotto sopra dietro davanti prima dopo nel futuro ovunque qui ora.
Sul limite oltre il limite.
Altre domande sono nate e visioni, desideri. Stupori. E parole, piccole e grandi.
L’hanno guardata. E veduta.

Ora i bambini invitano gli adulti: ad attraversare. Guardarla.
Sapienti senza sapere, saranno le loro guide.

Ogni visitazione dura 30’; i gruppi sono formati da 15 visitatori per volta.
CALENDARIO VISITAZIONI
Sabato 18 novembre
ore 14 per un gruppo insegnanti di scuola primaria
ore 15 per un gruppo di rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro
Domenica 19 novembre
ore 10.15 per un gruppo di genitori
ore 11.15 per un gruppo di cittadini
ore 12.15 per un gruppo associazioni di innovazione culturale e sociale

La visitazione è una piccola opera che potrà essere ripetuta in futuro.

ALTRA VISITAZIONE
TEMPO QUARTO

“a Memoria” – interrogazione urbana.

Sono molte le domande nate durante i laboratori con i bambini di Schio all’interno e all’esterno, ma anche assieme, a Fabbrica Alta. Un luogo che è diventato, e sicuramente è sempre stato, una presenza forte nella città.
Domande poste agli esperti, ai passanti, alla fabbrica stessa.
Domande che racchiudono tra le parole l’intero percorso e nel suo finale portano a riflettere sulla “Memoria”: quella “imparata” o quella ricercata scavando a fondo dentro noi stessi…
Delle molteplici domande dei bambini è stata fatta una selezione sintetica, poi sono state preparate graficamente e stampate su numerosi manifesti da affiggere in tutta la città, come una sorta di “invasione pacifica” di parole da parte di una fabbrica che vuole tornare viva.
Le domande vengono così proposte alla comunità attraverso quesiti il cui destinatario è volutamente ambiguo: “…sta chiedendo a me o alla fabbrica…?”

QUAL È LA TUA STORIA?
PERCHÉ NON RISPONDI?
ANDIAMO ANCHE IN ALTO?
MA CI SONO DAVVERO I FANTASMI?
COME SEI DA DENTRO?

BOTTEGA D’ARTE di TAM TEATROMUSICA

Tam Teatromusica, Premio speciale UBU nel 2014 “per l’attività di ricerca fra esperienze di interazione sociale e interazione artistica reciprocamente intersecate”, è Impresa di produzione teatrale riconosciuta dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.
Lavora nel settore delle arti e della cultura da oltre 30 anni sapendo nel tempo rinnovarsi attraverso il coinvolgimento di nuove figure professionali.
La Bottega d’arte, sapiente e condivisa a cui Tam Teatromusica ha dato vita nel 2015, è un ambiente dove coniugare idee, tecniche e relazioni, e raggruppa artisti che condividono alcuni importanti ideali in un laboratorio dove creatività, cultura e cittadinanza si incontrano.
Quello che caratterizza la Bottega d’arte è un operare “Artigiano” dove gli artisti diventano creatori delle proprie materie, siano esse oggetti scenici, dispositivi tecnico-linguistici o composizioni di testi e drammaturgie.
Nell’incrocio e sinergia dei linguaggi espressivi, dalla musica alla performatività, dall’installazione al video, dalla parola all’immagine, Tam delinea un percorso poetico multimediale da sempre in relazione con gli strumenti del contemporaneo.
Una cura consapevole del processo creativo unisce all’arte una forte coscienza della funzione sociale del proprio agire, che acquista senso a contatto con il paesaggio umano al quale fa riferimento sia esso fatto di bambini o adulti.